Storia del caffè: dalle origini alle sue ultime evoluzioni

Bere il caffè è entrato nell’uso e costume di ogni nazione, che ha creato le proprie consuetudini, declinandolo in diversi tipi di preparazione, offerta e ritualità di consumo.

Dall’espresso italiano, al caffè americano, dal caffè cortado di provenienza spagnola al cafè au laittante sono le versioni in cui berlo e altrettante le maniere di farlo, secondo cultura di provenienza e preferenze personali.

Ma quali sono le origini del caffè? E qual è la storia che ha portato alla sua diffusione attuale? Come noi italiani siamo arrivati all’espresso? Scopriamolo insieme!

Origini del caffè

I primi racconti sulle origini del caffè affondano nel mito e risalgono al 500 d.C. in Etiopia, dove un pastore, notando una certa iperattività nelle sue capre al pascolo, avrebbe così scoperto le proprietà delle sue bacche.

In questo paese dell’Africa orientale, le piante di caffè erano molto diffuse, soprattutto all’interno della regione Kaffa, da cui prenderebbe infatti nome il caffè. Da queste, la tribù autoctona dei Galla era solita ricavare dai semi e dalle bacche delle soluzioni commestibili ed energetiche da impastare con grasso animale.

Con le campagne militari dei guerrieri etiopi ad est, tra il XIII e il XIV secolo, la pianta di caffè approdò anche in Yemen, dove trovò un terreno adatto per crescere e proliferare. Da lì continuò a diffondersi lungo tutto il Mar Rosso, fino a La Mecca e Medina.

Entrata così in contatto con il popolo arabo, la pianta di caffè venne allora sfruttata diversamente e andò a costituire la base di lunghi decotti da bere, che però mutarono ulteriormente forma intorno al 1200 grazie all’idea di qualcuno.

Si può dire che chi pensò di abbrustolire chicchi di caffè e di tritarli prima di farli bollire in acqua, ottenendo una bevanda dal gusto notevolmente più gradevole, fu l’inventore di un primo caffè.Il suo nome, purtroppo, si è dileguato nella storia.

Nel corso dei secoli a venire, questa bevanda si diffuse altrove, fino a raggiungere l’Italia, al seguito dei mercanti veneziani.

Storia del caffè in Italia

La storia del caffè vuole che questa bevanda sia entrata nella nostra cultura all’epoca delle Repubbliche marinare.

In questo periodo, infatti, la Repubblica di Venezia, in perenne conflitto con le altre Repubbliche per l’egemonia sui mari e il controllo sugli scambi commerciali, si trovò insieme ad altre potenze europee a dover contrastare l’Impero Ottomano nella famosa battaglia di Lepanto del 1571.

Lo scontro volse alla vittoria per la Repubblica di Venezia, grazie al supporto della Lega Santa, ma contribuì ad indebolirla sul fronte del predominio dei commerci sul Mediterraneo.

Fu così che i mercanti veneziani si videro costretti a cercare nuove attività di scambio e commercio. Perciò, cominciarono ad acquistare carichi di caffè dagli Ottomani per portarli in Italia.

Il commercio del caffè in Italia si può far risalire al 1615. Il più antico caffè in Europa fu fondato a Venezia, in piazza San Marco, nel 1720. Si tratta del Caffè Florian, una vera e propria istituzione per tutti gli amanti del caffè.

Storia dell’espresso

In Italia, il caffè viene considerato una bevanda prelibata e prestigiosa, degustata nelle corti più in auge di tutta la penisola.

Come si arriva, però, al caffè espresso?

Per questa nuova versione della bevanda, di ideazione tutta italiana, si dovrà infatti aspettare il XIX secolo.

La storia del caffè espresso affonda le sue radici nella Torino di fine Ottocento, grazie all’invenzione di una speciale macchina brevettata da Angelo Moriondo nel 1884.

Questa macchina venne rivisitata nel 1901 dal milanese Luigi Bezzera,che ebbe anche il merito di farla conoscere agli operatori del settore e alla stampa, permettendone la sua distribuzione.

Successivamente, grazie ad altre figure di spicco come Desiderio Pavoni e Pier Teresio Arduino, la macchina da espresso inizia ad essere prodotta e commercializzata in serie, trovando anche delle realizzazioni attente a forma ed estetica.

Fu solo nel 1938, però, che il barista milanese Achille Gaggia, depositando il brevetto n. 365726 per “Lampo”, segna la svolta che dà inizio all’epoca moderna dell’Espresso Italiano.

Se, infatti, le macchine fino ad allora erogavano vapore rovente sul caffè, di fatto bruciandolo e generando una bevanda dal gusto amaro, Gaggia introduce un innovativo meccanismo a pistoni.

Meno di un decennio dopo, nel 1947, quell’intuizione trova compimento nel secondo brevetto depositato da Achille Gaggia. Il pistone viene potenziato da un sistema a leva che permetteva una migliore estrazione. Questo sistema utilizza la pressione dell’acqua calda per estrarre al meglio aromi e oli del caffè. Si dà così vita a una bevanda di ultima generazione, dal gusto delizioso, caratterizzato da un inconfondibile strato di “crema naturale” in superficie. Nasce quello che a tutti gli effetti chiamiamo “l’Espresso Italiano” e da lì a pochi anni venne avviata la produzione seriale delle macchine da caffè Gaggia.

Dopo una prima titubanza da parte dei milanesi, insospettiti da questo nuovo caffè mai provato prima, si formarono code interminabili fuori dai migliori bar della città. Tutti volevano provare la nuova versione di quella che sarebbe diventata la bevanda più amata dagli italiani!

Ai giorni nostri

L’espresso italiano ha attraversato la storia per diventare simbolo di uno stile di vita, e il rito del caffè è evoluto insieme alle esigenze dei suoi consumatori. Così, la visione di Achille Gaggia si traduce, oggi, nella forza e nelle capacità di Gaggia Milano, che crea macchine espresso capaci di rendere il “momento caffè” qualcosa di unico. Sentirsi protagonisti e artefici della realizzazione di un buon caffè, tra tradizione e curiosità, è parte integrante dell’esperienza. Un momento di piacere, aggregazione, convivialità, ma anche di studio e sperimentazione. E questo è, proprio come desiderava Achille, lo stile del vero “barista a casa”, che rivive, ogni giorno, nel magico rituale dell’espresso italiano.